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Timesonline riporta alcuni interessanti esempi di come apporti creativi diversi possano incontrarsi e combinarsi felicemente attraverso forme "open" di diffusione libera della propria musica.
Pare che anche artisti già affermati abbiano ormai familiarizzato con strumenti come Freesound, ccMixter, e Looperman; siti con i quali è possibile divulgare la propria musica, i propri samples, loop e remixes mediante forme dispositive aperte delle proprie creazioni, come, ad esempio, licenze Creative Commons.
Mediante queste piattaforme, si sono andati via via costruendo dei veri e propri database sonori, i contenuti dei quali sono liberamente aperti al ri-uso ed alla ri-elaborazione da parte di altri utenti, alla sola condizione di rispettare i termini previsti dalla licenza con cui sono stati rilasciati.
Le nuove possibilità offerte da questi strumenti vengono colte e sperimentate sempre più spesso; ne sono dimostrazione le due storie raccontate da Timesonline, che vi invitiamo a leggere qui: con un suo loop su Freesound (ascoltabile qui), Nic Stage ha inconsapevolmente contribuito al singolo 'Omen' dei Prodigy, i quali lo hanno inserito all'interno del loro brano; vedendo poi successivamente riconosciuto il suo apporto, su sua richiesta, nei credits dell'album 'Invaders Must Die'.
Similmente, Manu Reira ha "arricchito" il brano drum'n'bass Printer Jam, del producer inglese Mistabishi, con un sample catturato dalla sua vecchia stampante e pubblicato anch'esso su Freesound (ascoltabile qui).
Questi segnali sembrano riflettere un'ulteriore evoluzione d'approccio alle possibilità offerte dalle licenze open, anche da parte di artisti già noti nel panorama musicale; alcuni dei quali (Radiohead e Nine Inch Nails, ad esempio) han del resto già sperimentato la pubblicazione dei propri lavori proprio con Creative Commons.