Il 17 luglio Punto Informatico ricorda in un articolo come l'Italia si piazzi al secondo posto mondiale per numero assoluto di licenze CC, con un totale di 8.696.745 licenze, subito dietro alla Spagna e appena sopra gli Stati Uniti (che, per inciso, potrebbero essere penalizzati come giurisdizione dal fatto che i quasi 110 milioni di licenze "unported" sono deriva probabilmente anche dal fatto che molti utenti anglofoni.
Rimandando all'articolo citato per altri dettagli, aggiungiamo che uno specifico sprone all'Italia viene invece dal dato, un po' meno lusinghiero, relativo al tipo di licenze scelte. Tale dato è riassunto nella classifica della "libertà" delle licenze: qui ci piazziamo 43esimi su 52. In particolare, più del 45% delle licenze è del tipo più restrittivo (CC BY-NC-ND) e meno del 9% è semplicemente CC Attribuzione. Viene spontaneo chiedersi se non ci siano molti autori che non avrebbero bisogno di licenze più restrittive della CC BY, ma le scelgono comunque "per sicurezza".
Prima di segnalare, per chi voglia approfondire, il sito http://monitor.creativecommons.org/, è d'obbligo sottolineare come i dati siano solo indicativi, in quanto stimati sulla base dei risultati di motori di ricerca, con particolare riferimento a Yahoo.