Tecnologie avanzate: una sfida culturale e libera

Intervista di Andrea Glorioso. Max Carné è nato a Torino; ha 36 anni, è laureato in storia e critica del cinema e ha svolto varie professioni nell'ambito della comunicazione. Ambientalista e cinefilo, si interessa di sperimentazione narrativa. Da 8 anni si occupa di videoproduzione, collabora con il Centro Produzione Rai di Torino e da 5 anni ha fondato Bluimago, un laboratorio di creazioni video. Gianluca Tararbra, invece, è nato a Torino ma vive a Pinerolo, ha 36 anni ed è un ingegnere. Esperto di nuove tecnologie, da anni opera all'interno di organizzazioni del terzo settore promuovendo l'accesso ai nuovi media e la diffusione del software libero.

Cosa vi ha spinto ad utilizzare una licenza Creative Commons per rilasciare il vostro documentario Tecnologie Avanzate?
È stata una necessità, una sfida culturale e un fatto, direi "fisiologico", interno al free docu che abbiamo realizzato. Con "Tecnologie Avanzate" ci siamo occupati, anche, di tematiche legate al libero accesso alla conoscenza, alla tecnologia, allo sviluppo di processi partecipati e quindi ci sembrava naturale dare un segnale. Il documentario, definito free docu, è un prodotto nato in rete e totalmente autoprodotto, ci sembrava importante esercitare appieno un'azione senza vincoli e "assolutamente libera", autonoma; una licenza Creative Commons corrispondeva a queste nostre istanze. La riflessione che è partita dall'esperienza di "Tecnologie Avanzate" ci ha portato anche a ripensare al ruolo di autore: non più individuale, non più chiuso, non più divistico; ma legato a meccanismi partecipativi, aperto ai liberi contributi e assolutamente legato ai valori (etici, estetici e ideologici) racchiusi nel testo dell'opera.
Come mai avete scelto l'opzione Non Commerciale (NC) tra le varie possibilità offerte dalle licenze Creative Commons?
Abbiamo ritenuto importante, in questa fase, concentrarci sulla diffusione dei contenuti del free docu e quindi abbiamo pensato di utilizzare un'opzione NC, perfettamente in linea con un certo spirito hacker presente nel documentario, e con un'idea "alternativa" di scambi economici (economia del dono). Tutti i partecipanti, la troupe inclusa, sono stati coinvolti a titolo gratuito, fornendo preziosi contributi. Tuttavia riteniamo che non sempre sia possibile e opportuno seguire tale impostazione: la libera diffusione di contenuti non può essere confusa con il loro accesso gratuito.
Come mai avete scelto l'opzione No Opere Derivate (ND) tra le varie possibilità offerte della licenze CC?
Con "BTecnologie Avanzate" abbiamo cercato di elaborare un testo con precise concatenazioni linguistiche, estetiche e di contenuto e quindi ci è parso obbligatorio salvaguardarle utilizzando una licenza ND. L'integrità di un testo è un elemento importante. In merito riteniamo che sia opportuno avviare una riflessione nell'uso di licenze ND o meno nel caso di opere che si propongono con una certa ricerca estetica e di linguaggio.
Pensate di rilasciare altri lavori (documentari o altro) sotto una licenza Creative Commons in futuro?
Pensiamo che queste licenze siano un importante strumento per la diffusione dei contenuti a condizione però che l'industria culturale non voglia trasformarle in un diritto d'autore di serie B. Per quanto ci riguarda è possibile che utilizzeremo ancora per i prossimi lavori le Creative Commons. In particolare per la produzione di free docu ma anche per altre opere condivise.
Potete descrivere il progetto Open Documentary Project (ODP), la sua ragion d'essere? Il progetto ODP utilizzerà le licenze CC per rilasciare i documentari relativi?
L'Open Documentary Project nasce dall'esperienza di "Tecnologie Avanzate", si caratterizza per l'impostazione partecipata (dalla presenza in Rete) e per il possibile uso di licenze CC. Il modello alla base dell'ODP prevede la condivisione di contenuti tra i partecipanti e lo sviluppo di una scelta di autonomia produttiva che lo radicalizza ulteriormente rispetto alla tradizione del documentario d'inchiesta. Attualmente stiamo elaborando il progetto e presto dovremmo esistere anche in Rete, dove troverete altre informazioni.
Oltre a ODP e ai vostri documentari, su quali altri progetti state lavorando al momento? Pensate di utilizzare una licenza CC per alcuni di questi progetti?
Allo stato attuale ci stiamo sperimentando su un'opera a forte contenuto artistico, ma preferiremmo parlarne successivamente.
L'industria culturale sembra particolarmente accanita nell'attaccare i "pirati" che copiano opere creative, online o meno. Come autori e artisti, non pensate che l'utilizzo di una licenza CC - dando dunque il permesso agli utenti di copiare e ridistribuire le vostre opere, sia pur a determinate condizioni - possa penalizzarvi?
Le opere appartengono a chi le usa. A parte le battute, non crediamo in un sistema fortemente vincolante per quanto riguarda la diffusione delle opere, il ruolo dell'autore, collettivo o individuale, può tranquillamente essere tutelato e sostenuto dall'uso di licenze CC. I vincoli per un autore spesso derivano dall'accesso ai canali produttivi e distributivi, la diffusione delle opere non può far altro che giovare agli autori a condizione però che il meccanismo sia chiaro. Probabilmente le CC potrebbero aiutare la formazione di circuiti distributivi alternativi.
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