La ballata ai petrolieri

Intervista di Antonella Beccaria. Malastrada.film si è lanciata in una sfida che non è per nulla un gioco da ragazzi: un film sul prossimo disastro ambientale che rischia la Val di Noto, in Sicilia, a causa delle trivellazioni per estrarre idrocarburi. Un fatto poco conosciuto, come dicono i responsabili del progetto, per il quale è in lavorazione un film-inchiesta, 13 Variazioni su di un tema barocco. Ballata ai petrolieri del Val Di Noto. Che ha due particolarità: è rilasciato con una licenza Creative Commons NonCommerciale-No opere derivate 2.5 e i costi di produzione vengono sostenuti dai cittadini e dagli spettatori. Da sottolineare in proposito che la campagna di sottoscrizione sta volgendo al termine (si chiuderà il 7 luglio) e che quindi c'è ancora poco tempo a disposizione di chi volesse aderire.
Un documentario sulla Sicilia. È un tema complesso e che spesso ha creato difficoltà agli autori. Quante sono le realtà coinvolte nel progetto e con quali ruoli?
Il nostro non sarà un documentario, ma un film-inchiesta. Abbiamo intenzione di sommare agli strumenti giornalistici, quelli filmici: cinematografici. Il tema è senza dubbio complesso e delicato, allo stato attuale non abbiamo riscontrato particolari difficoltà a trattare la tematica. Lavorare da indipendenti evita senza dubbio alcune difficoltà ma ne mette in campo delle altre.
In Sicilia poi, speriamo ci si ritrovi ad affrontare gli stessi problemi che altri possono riscontrare nel resto d'Italia. Il film-inchiesta che stiamo producendo parla di una parte della Sicilia, una zona tra le più belle e ricche (città barocche, vitigni pregiati, prodotti DOP esportati in tutto il mondo), diventata da poco preda di interessi economici talmente scriteriati da porre una seria ipoteca sull'imminenza di un disastro ambientale tanto grave quanto sottovalutato. Le trivellazioni per la ricerca di idrocarburi nel sottosuolo del Val di Noto sono l'ennesima tessera di un mosaico che, insieme agli inceneritori e al ponte sullo stretto, rappresenta il potere locale che, in nome del profitto indiscrimitato di pochi, non conosce ostacoli né valuta conseguenze. Ma, a differenza delle altre, questa storia è ancora troppo poco conosciuta e non fa ancora abbastanza clamore.
Le realtà coinvolte nel progetto, oltre la nostra casa di produzione e i numerosi "attivisti" di internet, sono gli stessi cittadini del Val di Noto, che da due anni si sono uniti in comitati e gruppi per cercare di contrapporsi con ogni mezzo all'avvento delle multinazionali petrolifere.
Come nasce l'idea del film e come avete iniziato a strutturarne soggetto? Quali sono stati i primi contatti con gli interlocutori e che tipo di risposte avete ottenuto?
L'idea nasce dalla necessità di elevare la tematica delle trivellazioni ad interesse nazionale. Non è una cosa che riguarda solo pochi abitanti dell'estremo sud d'Italia. Bisogna tenere ben presente che l'Unesco ha dichiarato il Val di Noto “Patrimonio dell'Umanità”. Noi vogliamo credere che questo titolo abbia un significato anche in Sicilia, e che sia inconcialibile con l'idea di proliferazione petrolifera.
Le informazioni che avevamo raccolto ci hanno spinto a valutare sempre più seriamente la possibilità di dare vita ad un progetto del genere. In Val di Noto, investitori stanieri - inglesi, tedeschi e francesi - da anni continuano ad acquistare immobili, a volte anche ruderi, riportandoli ai vecchi splendori, così come gli abitanti di quelle zone hanno preferito investire in agriturismi, agricoltura biologica, e quant'altro potesse sì sfruttare il territorio, ma non deturparlo. Questo significa che a differenza del governo regionale siciliano, c'è chi ha perfettamente compreso quale sia il vero sviluppo economico per questa terra. Mettere a repentaglio questo sistema a favore di un'unica multinazionale è sinonimo di barbarie ed arroganza. E noi di questo vogliamo parlare.
Dal punto di vista cinematografico pensare di andare a girare in un territorio ritenuto Patrimonio dell'Umanità risulta molto affascinante, significa che tutto ciò che rientrerà all'interno di una inquadratura è un bene mondiale, ragionare su questo spunto è molto stimolante a livello creativo. Il titolo, 13 variazioni su un tema barocco, Ballata ai petrolieri del Val di Noto, nasce dal tentativo di raccontare l'inchiesta attraverso molteplici punti di vista, diversi modi di guardare la complessità di questa realtà, di farvi luce allontanandosi dai soliti standard estetici e narrativi della forma documentaristica tradizionale.
Peraltro le modalità di finanziamento della produzione prevedono un intervento "dal basso", con gli spettatori che contribuiscono direttamente. È stata una scelta che fin dall'inizio ha caratterizzato il progetto o ha tenuto conto delle difficoltà a entrare in contatto con case di produzione e di distribuzione?
Un po' tutte e due le cose. Al di là della necessità di allontanarsi dal controllo e dalle censure che, inevitabilmente, non sarebbero poche se ci si dovesse relazionare con le strutture di produzione e quelle di comunicazione "ufficiali", il metodo di finanziamento che abbiamo scelto serve per dimostrare che questo film-inchiesta è davvero voluto dalla gente. Il film sarà realizzato solo se nella prima fase (in questa fase!) la gente partecipa. È questa partecipazione, se davvero ci sarà, che rende esaltante la produzione dal basso di un film come questo. Nessuno potrà dire che temi del genere non interessino il pubblico, dato che il pubblico stesso vuole parlarne, tanto da trasformarsi da spettatore a produttore.
Il sito Produzionidalbasso.com poi è una assoluta novità e a noi piacciono le novità! C'è un'idea dietro molto chiara ed una piattaforma internet efficace. Questa piattaforma nasce in Italia, non a Dublino né Monaco o Stoccolma. Spunta fuori a Milano un annetto fa e attraverso quel sito sono venuti fuori film, libri, dischi, stampe e altro. Noi ci crediamo e partiamo da là.
Quanto sono stati coloro che finora hanno offerto il loro sostegno economico per la copertura delle spese di produzione?
Fino a questo momento abbiamo 140 coproduttori su 500 necessari. E siamo ad appena 8 giorni dalla fine della raccolta. Sappiamo però che molta gente ci sta aiutando anche al di fuori del sito, raccogliendo prenotazioni del DVD tra parenti, amici e simpatizzanti. Questo ci fa ben sperare. La rete pullula di post sull'iniziativa e c'è un gran parlare attorno al film. Continuiamo a credere che ce la faremo. Noi, già che ci siamo, in maniera molto informale, un aiuto lo chiediamo anche a voi!
E ci sono state altre offerte di collaborazione (distribuzione, messa a disposizione di sale per la proiezione, eccetera)?
Riguardo la distribuzione questo progetto ha un disegno preciso sin dall'inizio. Innanzi tutto la prevendita dei DVD determina un numero preciso di spettatori. Ma volendo rilanciare un problema come quello delle trivellazioni petrolifere a livello nazionale, dimostrando che la produzione indipendente può avere un suo circuito, non potevamo aspettare che qualcosa accadesse. Per questo abbiamo contattato diverse realtà italiane che ci permetteranno una certa visibilità. La collaborazione con Arcoiris.tv ci garantisce ad esempio la trasmissione via satellite oltre che la pubblicazione del film all'interno del loro sito. Un sito che cresce in maniera esponenziale mese dopo mese e che è destinato a diventare uno dei più grandi contenitori video-web italiani, il tutto gratis e senza censure. Pubblicando sul web sfruttiamo inoltre la permanenza del film, la sua reperibilità, nel tempo: in tv durerebbe un'ora circa e poi appunto: fine delle trasmissioni. È chiaro che non avremmo alcun problema ideologico a cederlo alla televisione, ma soltanto scegliamo di non aspettare che la televisione si interessi al film.
Nel progetto rientrano poi anche realtà esterne al web come l'Arci che ci sostiene in maniera forte e che metterà in distribuzione il film in molti cinecircoli.
Non saremo nelle grandi sale questo è certo, ma 1) nelle grandi sale non c'è dibattito 2) non facciamo intrattenimento. I cinecircoli vanno benissimo.
Altra particolarità del progetto è la licenza, una Creative Commons. Su quale vi siete orientati e per quali ragioni? Nella troupe, questa scelta è stata condivisa fin dall'inizio oppure avete incontrato la diffidenza di qualcuno?
Diffidenza nessuna, ne abbiamo parlato, abbiamo letto e abbiamo capito. Anche le Creative Commons sono una novità di altissimo livello in Italia.
La licenza con la quale intendiamo pubblicare il film è la NonCommerciale-No opere derivate 2.5. Abbiamo ritenuto che questa fosse per noi ma anche per il comitato contro le trivellazioni la formula migliore. C'è anche una valutazione di fondo rispetto alle CC, come casa di produzione/distribuzione, stiamo battendo anche la strada delle librerie e delle edicole per la diffusione, riteniamo che la libera circolazione del film non significhi più la sconfitta commerciale del “prodotto”, ma possa costituire un valore aggiunto. Abbiamo intenzione di ragionare/agire in maniera diversa rispetto alle etichette di mercato, capaci di blindare la conoscenza al solo gusto del pubblico pagante.
Durante la lavorazione, siete entrati in contatto con realtà fino a quel momento estranee al progetto? Se sì, quali e che tipo di forme di collaborazione siete riusciti a instaurare?
In questa fase di promozione e di prevendita delle copie DVD, il contributo inaspettato è arrivato dalle radio di base (Radio Dissident, Radiobase, Radio Popolare), che hanno fatto e continuano a fare un gran lavoro di promozione e informazione in maniera del tutto autonoma. Poi certamente siamo entrati in contatto con singole persone, da tutta Italia, che si dicono disponibili a darci una mano in qualsiasi fase del film. Molti di loro copiano e incollano nel loro blog, gruppi e forum il comunicato stampa dell'iniziativa. Si sparge la voce. Questo significa che produrre dal basso ti pone a contatto direttamente con la gente, dalla quale ricevi consigli, aiuto per la diffusione dell'iniziativa e in molti casi anche la co-produzione del film. Sta qui il metodo creativo, la possibilità continua e reciproca di ricevere dall'esterno, dalle persone, dai cervelli delle persone.
Quando sarà pronto il film? Avete già idee circa la presentazione e il circuito attraverso cui sarà diffuso? La strada dei festival la ritenete praticabile considerando le difficoltà per iscriversi e partecipare?
Il film sarà pronto, stampato in DVD e spedito ai nostri produttori entro settembre. Lavoreremo cercando di razionalizzare i tempi che il digitale oggi ci permette.
Riguardo ai festival, la strada è senza dubbio praticabile, si tratta di capire quanto tempo ci si mette a percorrerla. Iscriversi di per sé non è difficile, a volte è dispendioso data la quantità dei festival (spedizione, postale, copia del lavoro, quota di iscrizione), ma in molti casi si fa prima a non spedire. Partecipare forse è un po' più complicato, ma dipende, fondamentalmente, da chi è preposto a selezionare il film.
L'esperienza di "13 Variazioni su di un tema barocco" vi sta permettendo di fare progetti su documentari futuri a cui collaborare? Avete già idee o soggetti nuovi?
Progetti ce ne sono tanti, alcuni già in lavorazione, per adesso ci interessa capire se questa strada, questo progetto di produzione e distribuzione indipendente può funzionare così come lo immaginiamo. La raccolta fondi terminerà il 7 luglio! Grazie a questo progetto abbiamo sperimentato di persona l'impatto mediatico che può avere il web se si riesce a creare una rete di contatti davvero aperta al coinvolgimento pratico e intellettuale di tutti. Aiutateci a diffondere l'iniziativa e produrre il film.
Il seguito potrebbe essere davvero interessante.
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