Il ladro di biciclette è uno struzzo vestito da Elvis

Effettivamente questo tipo di comicità ricorda i Monty Python o la Broncoviz di Maurizio Crozza e compagni. Si sta parlando di Kiss me Lorena, film low budget pensato, scritto e realizzato dal gruppo I Licaoni di Livorno e co-prodotto dalla Overlook Production di Roma. A trovare i riferimenti cinematografici, a ogni modo, ci penserà il lettore-spettatore, che ogni venerdì potrà scaricare un nuovo episodio del film, rilasciato con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.5 Italia. Sta di fatto che l'intervista che segue dà un'idea piuttosto esplicita dell'atmosfera surreale ed esilarante che imbeve questa produzione.
Chi è Lorena? E chi vuole un bacio da lei? Insomma, qual è l'origine del progetto e quali sono stati i primi passi per realizzarlo? Chi fa parte dello staff e che background hanno le persone coinvolte?
Alessandro Izzo (Sceneggiatore, Regista, Produttore): L’idea di “Kiss me Lorena” nacque una sera che eravamo rimasti a piedi perché ci avevano rubato le biciclette, te lo ricordi?
Guglielmo Favilla (Sceneggiatore, Regista, Produttore e Attore): Eccome no. Stavamo maledicendo questa società che non capisce i giovani e che gli ruba le bici. E così, in maniera naturale venne fuori questa idea semplice...
Alessandro: ... fare un film che ci rendesse ricchi famosi.
Guglielmo: In modo da poter coronare il nostro sogno di diventare delle Rockstars, che poi è quello che vorremmo realmente fare nella vita.
Alessandro: Una cosa tipo i Rolling Stones... sai che fai i concerti e la gente muore uccisa dagli Hells Angels...
Francesca Detti (Sceneggiatrice, Produttrice, Direttrice di Produzione): Zitti. Kiss me Lorena è un’operazione pazza, come del resto tutte le iniziative de i Licaoni. Dal ’99 a oggi, sotto questo nome, abbiamo prodotto e realizzato spettacoli teatrali, cortometraggi e ben tre lungometraggi (Mandorle – 2000, N.A.N.O. – 2002 e, appunto, Kiss me Lorena – 2006) tutti rigorosamente indipendenti e autarchici. Tendenzialmente si tratta di lavori che hanno come cifra stilistica il comico, il non-sense più sfrenato.
Alessandro: Cosa vuol dire “non-sense”?
Guglielmo: Che non ha senso.
Alessandro: Cosa non ha senso?
Guglielmo: Uh... quello che fai.
Alessandro: E perché?
Guglielmo: Perché fa ridere.
Alessandro: Fammi un esempio.
Guglielmo: Boh... se ti dico che sono venuto qui cavalcando uno struzzo vestito da Elvis, tu che mi rispondi?
Alessandro: AH! AH! AH! Uno struzzo!?! Ma come ti vengono, AH! AH! AH!... chi è Elvis?
Guglielmo: ...
Francesca: Dicevo, nel 2003 abbiamo realizzato Last Blood, un cortometraggio horror-action molto crudo e doloroso. Una metafora della società attuale seguendo gli esempi di registi horror socialmente impegnati come Carpenter o Romero. E da lì è partita una serie di eventi che ci ha portato alla conoscenza con Marco e Donatella Donati di Overlook Production. Loro inizialmente erano interessati alla realizzazione di un lungometraggio basato sulle situazioni di Last Blood (e di cui esiste una sceneggiatura dal titolo Dead End). Poi, in maniera piuttosto rocambolesca, si è arrivati all’idea di puntare su una iniziativa un tantino meno “ambiziosa” che è diventata Kiss me Lorena.
Alessandro: AH! AH! AH!...
Guglielmo: ...
Alessandro: Anche questa è una battuta “not-sencs”, no?
Guglielmo: Non-sense.
Alessandro: Cosa?
Guglielmo: Si dice “non-sense”...
Alessandro: E cosa vuol dire?
Guglielmo: Che non ha senso.
Alessandro: Fammi un esempio.
Guglielmo: Ecco, se ti dico che...
Francesca: Ragazzi, laggiù! Uno struzzo vestito da Elvis!
Guglielmo: Perdiana, corriamo...
Francesca: Uff... dunque, in Kiss me Lorena, da un punto di vista tecnico, c’è tutto quello che abbiamo appreso in questi anni. Lo abbiamo realizzato con un budget bassissimo (diciottomila euro) e con tecnologie alla portata di un qualsiasi utente medio. La troupe era formata dai nostri collaboratori storici – tutta gente tra i venti e trent’anni – più alcune new entry arrivate fresche fresche dal CSC di Roma.
Dalle prime due puntate, si ritrovano molte "citazioni" derivanti dalla fantascienza Anni Cinquanta o dai legal thriller statunitensi. Quali sono i vostri riferimenti cinematografici e come li reinterpretate in KML?
Francesca: C’è un amore a tutto tondo per il Cinema. Siamo degli onnivori e cerchiamo di non porci limiti: dal cinema di genere a quello d’autore. Meglio quando questi due aspetti compaiono entrambi. In KML abbiamo omaggiato molti generi e tipologie di film. Fantascienza retrò e legal thriller ma anche western, musical, zombie movie e Ejzenstejn.
Alessandro: Aizenstaein quello di “E=mcquadro”?
Guglielmo: Lo struzzo deve essere diventato invisibile perché non lo abbiamo trovato.
Francesca: Uff, son già tornati... insomma, nel film abbiamo voluto omaggiare affettuosamente il Cinema. O meglio l’idea di Cinema che abbiamo noi. Nei singoli spezzoni, a seconda del periodo che citiamo, ci sono certi artefatti tipici di quegli anni.
Guglielmo: Tipo?
Francesca: Tipo imbrattature nella pellicola, certe dominanti di colore, fino ad arrivare ad un audio sporcato o fuori sincrono. Questo perché nel nostro immaginario ci sono le versioni italiane – ridoppiate – di certi film americani. Ovviamente l’idea della filologia era presente già nelle fasi di scrittura e ripresa, facendo parlare e recitare i personaggi in maniera consona. Anche per le inquadrature e i movimenti di macchina avete cercato di rispettare gli stili di quegli anni, no?
Alessandro: Cosa?... Oh, scusa... stavo pensando ai cazzi miei.
Francesca: Comunque alla fine tutto viene sempre stravolto in maniera piuttosto imprevedibile. Se vogliamo parlare, però, di riferimenti precisi – autori e maestri del genere comico ai quali ci siamo ispirati – non possiamo non citare coloro dai quali abbiamo letteralmente saccheggiato, ovvero i Monty Python e soprattutto John Landis, a cui il film è appunto dedicato. Ma ancora gli Zucker, Woody Allen...
Da dove deriva la decisione di applicare una licenza Creative Commons? Ci si è arrivati attraverso un percorso oppure è stata assunta in fase iniziale? E tra chi ha collaborato al film c'è stata adesione immediata oppure sono stati manifestati dubbi?
Francesca: Creative Commons è stato l’uovo di Colombo. Fin dai nostri inizi abbiamo sempre cercato di portare avanti una idea di cinema realizzato in maniera alternativa, lontano – sia geograficamente che idealmente – da quel che viene prodotto nei grandi centri cine-televisivi. Ma la distribuzione è sempre stato l’anello mancante. Se avevamo le idee chiarissime sul “cosa”, la faccenda si annebbiava parecchio sul “come”.
Guglielmo: Siamo stati un anno a cercare di proporlo a distributori e ai maggiori festival, ottenendo porte in faccia più o meno cordiali, fino a quando... che c’è?
Francesca: Stai dicendo una cosa sensata. Prego, continua...
Guglielmo: No, dicevo, dopo un anno c’è stata la folgorazione. Era una sera che stavamo tornando a casa a piedi perché ci avevano rubato gli struzzi e...
Francesca: Appunto. Diciamo che l’idea di Internet e di Cretive Commons è stata la logica – e coerente – conclusione di questo progetto. Era davanti ai nostri occhi, ma come al solito la parte più difficile è cambiare modalità di pensiero e tentare nuove soluzioni. Per quanto riguarda i nostri partner, Overlook prod., la proposta è stata accettata bene. Alla fine eravamo tutti d’accordo sul fatto che il film avrebbe dovuto esser visto, piuttosto che ammuffire in un cassetto.
Alessandro: È questo il momento di parlare del Lopo?
Francesca: Si è questo...
Alessandro: È stato fondamentale avvalerci della collaborazione di Enrico “Lopo” Battocchi, mente e promoter del Nido del Cuculo, associazione cinematografica divenuta famosa grazie ai doppiaggi in livornesaccio distribuiti proprio tramite la rete. Sono andato bene, eh?
Francesca: Sì, bravo stella... Enrico è stato il project manger nonché colui che ha messo in piedi il sito. Grazie ad un confronto con le sue idee siamo arrivati a strutturare l’operazione in questa maniera. La quale, comunque, è ancora in fase di studio. Siamo appena partiti e strada facendo apporteremo i miglioramenti del caso.
Finora avete avuto feedback da parte degli utenti-spettatori? In caso affermativo, sono stati relativi al film oppure sono state formulate considerazioni anche per quanto riguarda la licenza? Quante volte sono stati scaricati trailer e le puntate al momento disponibili?
Francesca: Per ora la notizia si è sparsa soprattutto tra gli addetti ai lavori, cioè tra quelle persone che, come noi, stanno cercando di smuovere un po’ la situazione dal basso. C’è una buona atmosfera, molta “empatia” e affetto. Ovviamente la cosa migliore sarà cercare di far rete e di usare la visibilità di progetti un po’ più main-stream per mettere in risalto anche le altre realtà. Il film viene apprezzato nel contenuto, nella resa tecnica... ma in generale è proprio l’intera operazione ad essere oggetto di interesse, e la cosa non può che farci piacere
Guglielmo: I download, in un mesetto di messa in rete, sono stati circa di un migliaio per scena. E i commenti sono stati molto positivi, soprattutto da un punto di vista di resa del prodotto.
Alessandro: Poi è gratis, quindi che cazzo volete? A struzzo donato...
Guglielmo: Era il cavallo...
Alessandro: Vestito da Elvis?
Attraverso quali canali verrà promosso KML? Pensate che la distribuzione "tradizionale" possa essere pronta e/o interessata a un'opera sotto Creative Commons? Invece in che modo la Rete, gli utenti, i blogger possono contribuire alla veicolazione del film?
Francesca: Il film avrà un percorso interamente attraverso la rete. Ogni venerdì pubblicheremo una nuova scena e, alla fine, sarà disponibile la versione intera, senza interruzioni o fade-out. Abbiamo deciso di operare in questo modo per cercare di far crescere l’interesse mano a mano, corredando il tutto di filmati extra, e cotillon varii.
Alessandro: Coti-cosa?
Francesca: Taci. L’idea è di creare un piccolo mondo attorno al film, con scritti e testi che raccontino i retroscena dei personaggi. Un KML-universe in espansione cui cercheremo di far partecipare i visitatori del sito.
Guglielmo: Un po’ come Star-Wars.
Alessandro: Sì, una religione di Kiss me Lorena!
Guglielmo: E poi i pupazzetti...
Alessandro: ... e i videogames!
Guglielmo: Perché non una serie animata?
Alessandro: E le maggiorate in topless?
Francesca estrae dalla tasca una cerbottana di bamboo e spara una freccetta di curaro ciascuno ai due registi.
Francesca: Internet è sicuramente il mezzo più economico ed efficace di promozione. Hai la possibilità di raggiungere un pubblico realmente interessato che, altrimenti, non saresti in grado di contattare. La distribuzione tradizionale si fonda su dei presupposti molto distanti rispetto a quelli di CC, e quindi penso sia difficile compiere propriamente un’integrazione. Tuttavia, soprattutto per quanto riguarda il cinema, è evidente come i metodi tradizionali siano oramai obsoleti. La macchina cinematografica è in crisi perché è, in definitiva, una struttura pachidermica, che richiede enormi sforzi per potersi azionare. Lo stesso dicasi, nel dettaglio, per la distribuzione. CC è un’alternativa che, per acquistare più forza, probabilmente ha bisogno di diffondersi sempre di più e farsi conoscere.
Quali sono infine i vostri progetti futuri? La linea tracciata da KML e dalla sua modalità di rilascio continuerà a essere mantenuta per il futuro?
Francesca: Abbiamo un po’ di idee in cantiere... magari realizzare proprio Dead End, il film horror di cui parlavamo prima... Ovviamente il sogno di ogni cineasta in erba è di realizzare il proprio film in pellicola e vederlo distribuito nei cinema. Ma se la strada per rinfrescare un po’ il panorama passa per le vie della rete, non ci tireremo di certo indietro. Noi vorremmo continuare a fare cinema e poterci mantenere con questa attività, ma non pensiamo che il diritto d’autore, come viene tradizionalmente concepito, possa essere la panacea per i problemi dei giovani autori emergenti... Per quanto riguarda KML, siamo molto soddisfatti di come si stia procedendo. È la prima volta che ci imbarchiamo in un’iniziativa del genere e più avanziamo più ci rendiamo conto delle grandissimi potenzialità che la rete offre. Quando avremo finito con l’iniziativa KML, avremo fatto un bel po’ di esperienza e potremo trarre un bilancio. Ci sono già molte idee, ma per ora vediamo come andrà a finire questa.

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